Pontificio Istituto Missioni Estere; clicca per accedere

 Montagna Spaccata

 

Santuario della Santissima Trinità

 

clicca - Carlo Bossoli, La SS.Trinità durante l'assedio di Gaeta (1860-1861)

"Quanti scrittori hanno trattato del Santuario...
di aggiungere lustro alla sua storia

e maggior fascino alla sua spiritualità
citando Santi ch
e, attraverso i secoli, lo hanno visitato,
ne hanno gustato il raccoglimento o per i quali
la visita al Santuario sarebbe stata decisiva
nel determinarsi della loro vocazione
..."

Il Santuario della SS. Trinità, detto anche Montagna Spaccata, sorge sul pendio del monte Orlando  clicca: minivideo del promontorio della Montagna Spaccata

La parete rocciosa, dal promontorio della Montagna Spaccata

(chiamato anticamente Colle Planciano), che sovrasta Gaeta (oggi Parco Regionale Urbano di Gaeta), nell'estremità sud-occidentale del promontorio clicca: minivideo del promontorio della Montagna Spaccata .

Il promontorio della Montagna Spaccata, dall'elicottero

Fu fondato poco prima dell’anno mille dai monacmoneta gaetana dell'anno millei di San Benedetto. La chiesa della  SS. Trinità fu edificata nel l'XI secolo, con annesso il monastero benedettino.
Dopo un breve periodo di dipendenza dalla Santa Casa dell'Annunziata (Gaeta), tornò sotto  la giurisdizione del monastero di S. Angelo in Planciano (Gaeta). 

Nel 1434 dall'alto dei due costoni di roccia che hanno dato origine al nome (montagna spaccata) 

 

la punta del promontorio; clicca per ingrandire

si staccò un macigno che andò ad incastrarsi più in basso tra le pareti della fenditura.

 

Su di esso venne costruita una piccola cappella di forma circolare dedicata al Crocifisso (all'interno si innalza un grande crocifisso ligneo, sec. XV), dalla quale si può ammirare lo strapiombo su cui è situata (una scala nella roccia, a cui si accede dall'esterno della cappella, conduce sopra la cupola della stessa, offrendo un colpo d'occhio dell'intera spaccatura clicca: minivideo della spaccatura della montagna della montagna sul mare aperto).

Nel XVI secolo Carlo V fece costruire i nuovi bastioni della fortezza gaetana che ancor oggi lambiscono il Santuario.

 La fisionomia attuale della chiesa è frutto del restauro del XIX secolo operato dei padri Alcantarini (francescani); sulla facciata, le 4 statue dei "Santi patroni" sono recenti; al suo interno spicca la "Pala d'Altare" (raffigurante la Ss. Trinità, la Madonna e S. Erasmo sul golfo di Gaeta); la statua di S. Benedetto, prima cappella a destra, ricorda l'origine Benedettina; le statue di S.Francesco e di S. Antonio (influenza francescana alcantarina); nella seconda cappella, a destra, è molto venerato  il  "Gruppo della  Pietà"  di  G. Dupré.

 

clicca: informazioni Santuario

Il complesso della "Montagna spaccata" clicca il video si incastona fra tre fenditure della roccia del promontorio. 

A sinistra della chiesa c'è l'accesso alla
Grotta del Turco clicca: minivideo del promontorio della Montagna Spaccata:
suggestiva discesa, scavata nella roccia, nella fenditura più occidentale della montagna fino a raggiungere il livello del mare, dove si apre la grotta battuta dalle onde.

Poco sopra, sul pendio, si trovano le grandi cisterne d'acqua e manufatti in " opus reticulatum", che costituiscono i resti della villa di Lucio  Munazio Planco (console romano, generale di Giulio Cesare, primo secolo prima di Cristo; in suo onore il nome antico del promontorio: Colle Planciano), poco distanti dall'omonimo mausoleo (la cosiddetta Torre d'Orlando, eretta attorno all'anno 22 prima di Cristo). 

A destra della chiesa, dopo aver ammirato dal belvedere lo splendido e unico panorama dell'istmo formato dal golfo di Gaeta (a oriente) e dal litorale di Serapo (a occidente) a mare aperto fino al Circeo, si percorre un corridoio scoperto detto Corridoio della Via Crucis con alle pareti le Stazioni della Via Crucis in riquadri maiolicati, opera di Raimondo Bruno (1849), con il commento in versi (attribuiti al Metastasio) dipinto nella parte inferiore delle raffigurazioni di ogni formella, a commento di ogni stazione della Via Crucis di Gesù CristoDodicesima Stazione: guarda e ascolta la cantilena dei versetti

Al termine del corridoio, passando sotto il
Mosaico della Via Crucis (Grande Crocifissione, dello stesso Bruno), dopo aver attraversato la Cappella di S. Filippo clicca: minivideo della spaccatura della montagna , si accede alla scalinata che, fra le strette pareti a strapiombo della fenditura centrale della montagna, scende fino alla Cappella del Crocifisso (già descritta), nelle viscere della montagna.
Prima della cappella, sulla parete di destra, un distico in latino...

IMPROBA MENS VERUM RENUIT QUOD FAMA FATETUR CREDERE    AT HOC DIGITIS SAXA LIQUATA PROBANT

 indica nella roccia un'impronta simile a una mano,
( MENTE INGRATA, IL VERO RIFIUTÒ CREDERE,.CIÒ CHE FAMA RICONOSCE
DI CIÒ LE DITA, ROCCE LIQU
EFATTE, PROVANO
)
la cosiddetta
.“mano del turco”.

Poco prima dell'entrata della Cappella del Crocifisso, in un anfratto della parete rocciosa, c'è il  giaciglio di  S. Filippo Neri.

Numerosi pontefici (grande venerazione per il Santuario ebbe Pio IX: interna al monastero-residenza la "Cappellina Pio IX"), vescovi,  santi (fra cui, si dice, Benedetto da Norcia, in seguito Nilo, Francesco d'Assisi, Bernardino da Siena,  Ignazio di Loyola,  Paolo della Croce, Filippo Neri)  hanno visitato e pregato in questo luogo di raccoglimento spirituale.

Oggi il santuario è sede dei missionari del P.I.M.E.
(Pontificio Istituto Missioni Estere)
 

 

clicca

 

 

 

qui un "quadro di costume" della "Riviera d'Ulisse"
qui l'articolo sulla "Montagna Spaccata" della rivista "A Sua Immagine"

 

 

clicca: mini-video (dal drone) del complesso della Montagna Spaccata

 

 

entrata Santuario - clicca per vedere l'interno della Chiesa

 

 

 

 

 

 

La facciata vista dall'entrata della Grotta del Turco - clicca

discesa alla Grotta del Turco    CLICCA QUI SOPRA LA FOTO

 

 

Le statue dei Santi della facciata: clicca per accedere

le statue della facciata del Santuario    CLICCA QUI SOPRA LA FOTO

 

 

da antica stampa

 

 

da antica stampa

 

 

La Montagna Spaccata dal mare, olio su tela, appartenente alla Capitaneria di Porto di Gaeta (per gentile concessione)

 

 

la Gaeta "militare" fortificata del millecinquecento

 

 

Dipinto novecentesco del Monte Orlando (visto da Serapo) (a destra il Santuario della Montagna Spaccata)

 

 

 

 

la Montagna Spaccata, dal drone

 

 

il Promontorio, da S.Agostino - Serapo

 

 

 

 

 

 

Il golfo di Gaeta (da Scauri)

 

 

Il golfo di Gaeta (da S.Francesco - Gaeta medievale)

 

 

Il golfo di Gaeta (da Castellonorato)

 

 

Antico "lasciapassare" per imbarcazioni in entrata a Gaeta; raffigurati i Santi protettori Erasmo e Marciano

 

Particolare dell'antico "lasciapassare"

 

 

C. Bossoli, i Castelli della città di Gaeta, tempera su carta (foto autorizzata)

 

antica mappa di Gaeta e dintorni

 

antica mappa di Gaeta e dintorni

 

 

 

 

 

Particolare del famoso "Vervloet, Papa Pio IX saluta la popolazione di Gaeta" (foto autorizzata in esposizione alla Capitaneria di porto di Gaeta)

 

Dino Bartolomeo, il campanile di Gaeta

 

modellino del Campanile fatto colle conchiglie, appartenente alla Capitaneria di Porto di Gaeta (per gentile concessione)

 

"grafica" del Campanile e San Francesco

 

Golfo di Gaeta, Festa della Madonna di Porto Salvo

 

Festa della Madonna di Porto Salvo: clicca per vedere il filmato

Festa della Madonna di Porto Salvo: clicca per vedere il filmato

 qui RAI  Festa Madonna Porto Salvo  2016

 

L'Amerigo Vespucci ormeggiata a Gaeta (porto commerciale)

 

 

 

Il Promontorio di Gaeta in primo piano; foto di dipinto, scattata (con autorizzazione) a esposizione (Batteria Borbonica S.Maria - Gaeta)

 

Gaeta vista dal monte Orlando

 

 

clicca per ingrandire e vedere anche le altre mappe

scarica qui la mappa in pdf (con le isometriche)

 

clicca per ingrandire

 

mini-video del promontorio della Montagna Spaccata
mini-video della "tarantella Sparagna" sul golfo di Gaeta
qui informazioni sull'area della Montagna Spaccata - Gaeta

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Medaglia "gaetana" commemorativa del 150°unità d'Italia

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Dino Bartolomeo, Vicolo di Santa Lucia (china su pergamena)

 

i colori, gli odori di Gaeta e i sogni
che hanno accompagnato la nostra fanciullezza,
trascorsa tra le Chiese di Santa Lucia e Santa Caterina
a via Guastaferri ormai via Pio IX,
ci tengono ancora uniti con un legame così forte
da travalicare l'inesorabile trascorrere degli anni.

Le discese folli con il "carroccio", rudimentale go-kart
da noi assemblato con una tavola e quattro cuscinetti a sfera,
lungo le discese delle "sette salite"
e le famose "petriate" tra "Il Castello" e "La Villa"
testimonianza della nostra incoscienza di ragazzi e poi,
tutti sudati e sporchi con le ginocchia sbucciate,
in parrocchia per la preparazione alla "Prima Comunione".

Una fanciullezza fatta di cose semplici con pane burro e zucchero
"azzannato" seduti sulle scalette del Castello,
con le madri affacciate alla finestra
a controllare le nostre esuberanze giovanili
e poi le corse a casa a vedere insieme Rin Tin Tin.

Ora nei tuoi quadri rivivo la "pura vitalità" di quei momenti,
l'incanto dei luoghi nella "poesia del messaggio" che ci dai.

                                                
Giacomo.Bonelli

 

Dino Bartolomeo, Golfo di Gaeta

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