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GIUGNO - LUGLIO 2008

Parto per la Thailandia,

tu mi accompagnerai

con la preghiera

EDITORIALE                                                  di don Sebastiano Paolella 

Preghiera e amore       

Facciamo la prova, quando ci troviamo a un incontro di amici, proponiamo di metterci a pregare. Vedremo subito cambiare l’atmosfera. E questo non perché l’invito sia poco gradito, anzi. È perché abbiamo uno strano concetto di ciò che deve essere la preghiera, che è vista come qualcosa di staccato dalla nostra realtà, un qualcosa di aggiunto, sempre separato da noi. 

Da allegri che magari erano, li vedremo assumere un’espressione che sottolinea tutta la serietà e la gravità del momento. 

Ecco la preghiera! Ma perché pregare, e come pregare? Per molte persone la preghiera, o meglio il recitare preghiere, fa parte di un dovere che si impongono o che viene loro imposto. Dovere che se non viene compiuto pienamente, causa poi rimorsi e scrupoli. Per altri invece si tratta di un pio esercizio per aumentare i meriti presso Dio e, per altri ancora, si tratta di una maniera per assicurarsi, o peggio comprarsi il favore di Dio. 

Dal Vangelo risulta che la preghiera non è nulla di tutto questo. Gesù ha chiesto sì di pregare, e di pregare molto, di “pregare senza stancarsi” (Lc 18,1), ma non parla della preghiera come di un dovere, un obbligo da soddisfare, per essere a posto con Dio. E visto che Gesù dichiara gratuito, regalato, l’amore, il favore di Dio, tentare di ottenerlo attraverso preghiere, voti o promesse, significa tentare di comprare l’amore… e l’amore comprato ha un brutto nome: prostituzione. 

Perché allora pregare? Gesù unisce sempre la preghiera con l’amore ai fratelli. Nel Vangelo di Giovanni troviamo l’assicurazione di Gesù: “Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo concederà” (Gv 15,16). E ancora: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri” (Gv 15,1”) e “Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri” (Gv 15, 17). 

Amore e preghiera vanno sempre uniti. L’amore non è reale se non viene alimentato dalla preghiera e la preghiera senza amore è pericolosa. Non basta essere uomini e donne di preghiera! Occorre che questa preghiera alimenti e faccia crescere la nostra capacità di amare. Se, dopo aver pregato, non abbiamo aumentato la capacità d’amare, quella preghiera è stata inutile perché non è servita all’unico fine al quale era destinata e dannosa perché l’aver pregato ci fa sentire santi, superiori agli altri: ci inganniamo pensando di aver conseguito quello che in realtà ci manca. Si corre il rischio di essere pii e devoti con Dio, ma maligni e duri con il prossimo, e, come la gente ama parlare di questi tipi: “Vanno in chiesa e sono peggiori degli altri”. 

Per questo Gesù unisce saldamente la preghiera con l’amore. E siccome non può esistere amore senza perdono, per prima cosa chiede: “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate” (Mc 11, 24). Una forma di preghiera non corretta è quella di considerare Dio una specie di agente di cambio. Gli chiediamo continuamente di cambiare quello che lui ha creato e che a noi non va bene. “Cambia mio marito!” prega la moglie. “Cambia mia moglie!” chiede a sua volta il marito; insieme pregano “Cambia i nostri figli!” e a loro volta i figli chiedono “Cambia i nostri genitori…” e così via. 

Pregare quindi non consiste nel chiedere al Signore che cambi gli altri, ma noi; siamo noi quelli che dobbiamo cambiare per poter amare gli altri così come sono. 

“Cambia noi, Signore, rendici un cuore simile al tuo! Soli siamo incapaci di voler bene a chi non ce ne vuole, di non sentire rancore verso chi ci ha offeso”. 

In conclusione, pregare significa mettere il nostro cuore nella lunghezza d’onda di quello di Gesù per renderlo capace di amare gli altri come Lui li ama.

 

 

 

 

 

VENGA IL TUO REGNO             

GIUGNO-LUGLIO 2008                                  IN QUESTO NUMERO:

EDITORIALE                                         Preghiera e amore              Sebastiano Paolella

TEMA DELLA MISSIONE                    Perché fare missione                Giuseppe Diana

Dal MONDO MISSIONARIO              ASIA: Hong Kong                         Una missione lunga 150 anni 
Gianni Criveller                                       AFRICA: Cameroun
 
L'orologio
                                       Silvano Zoccarato                                         

Dal PIME IN ITALIA                           GAETA                                         L'Arcivescovo al PIME             Roberto Spreafico                                           DUCENTA                                         Tavola rotonda e mostra del libro Pasquale Simone                                          

I MISSIONARI SI RACCONTANO  
Formare alla vita                            Fabio Mussi                                    

spazio giovani                                       clicca per scaricare SCARICA                                          Insieme al Congressino               Pasquale Simone                                Dedicato a p. Daniele Mazza, missionario partente                                   Anna e Mariella                                             Insieme con Cristo per imparare da Lui                                                                     Bruno Piccolo                                             

apostolato della preghiera Intenzione missionaria                    Alfredo Di Landa

altri servizi                                        I lettori ci scrivono                   Raffaele Manenti
Padre Giovanni Deledda                 Franco Niedda                                                Il sogno missionario di Dio                 Giuseppe Buono                               L’angolo di padre Achille               Achille Boccia                                             Le cartoline di padre Silvano                  Silvano Zoccarato                                          Bimillenario della nascita di S. Paolo                                                 Sandro Schiattarella                                       Un pellegrinaggio per fraternizzare e pregare          Marcella De Simone                            
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