| EDITORIALE
di p. Pasquale Simone A
caccia di effimero
Aeroporto di Capodichino, in
partenza per Milano Linate. Un via vai di persone
sconosciute, tutte a caccia del proprio volo, affannate nel
seguire percorsi diversi: il corridoio a zig-zag che porta
al check-in, il controllo della polizia all’entrata
numerata e sosta in sala di attesa.
Ma ecco la novità della giornata:
tutti osservano un ragazzo, un attore in erba dai riccioli
fluenti. Delle adolescenti in gita scolastica prima se lo
mangiano con gli occhi e poi lo prendono d’assalto.
Scattare una foto insieme sarà uno scoop da mostrare alle
amiche rimaste a casa. I passeggeri si meravigliano per
tanta agitazione fatta di ammiccamenti, sorrisi e spinte per
stare più vicino all’attore dagli occhi azzurri. E poi
tutte ad osservare lo scatto della digitale fatto con l’attore
in erba. Ma non finisce qui.
C’è il cellulare che squilla… È
qualche amico lontano che vuole conoscere il numero di volo,
se affiora un po’ di tremarella, chi è il vicino di
posto, l’augurio di un felice viaggio.
Siamo all’ultimo controllo, poi il
pullman che porta alla scaletta e finalmente nell’aereo in
cerca del posto assegnato. Una volta a bordo ancora qualche
curiosità a cominciare dal rotocalco, omaggio della
compagnia aerea. Le pagine vengono sfogliate velocemente, ci
si ferma quando appare un titolo intrigante o una foto un po’
spinta. Uno sguardo all’oroscopo (la smorfia fa capire che
non è gradito…), un’attenzione alle previsioni del
tempo… Il passatempo di coda non interessa: il cruciverba?
Che scocciatura, roba da vecchi! L’indovinello? Boh,
troppo difficile! L’ultimo articolo, oggi importante
come l’editoriale, che parla di economia a rischio e di
politica, non interessa. Visto che le cose non vanno tanto
bene, si ricorda un detto brioso di un film: “Speriamo che
io me la cavo!”.
Ecco le frasi colte a volo in fase di
atterraggio: “Spero di divertirmi un po’; io volo
spesso, ma questa volta la turbolenza mi ha fatto proprio
paura; sì, ma è bello sperimentare nuove emozioni”. E
via di questo passo alla ricerca di una frase fatta, tanto
per farsi notare.
Mentre ognuno imbocca il corridoio
giusto e aspettiamo i bagagli, mi chiedo: ma in che mondo
viviamo? Dove andiamo? Sarà che il mondo non ci offre
niente di meglio? Continuo ad osservare altri viaggiatori,
quelli che in aereo non hanno parlato e che in questo
momento di attesa sono diventati ancora più seri, lo si
legge sui loro volti.
Io continuo a pensare e a riflettere
su questo mordi e fuggi che ci ha resi tutti agitati.
Il problema è che a caccia di
effimero ci vanno un po’ tutti. Il manipolo di adolescenti
che proseguiranno per Londra, come prevede la gita
scolastica, sono gli ultimi arrivati; sono figli del loro
tempo. Quanto prima lasceranno la spensieratezza dei
quindici anni, il chattare con i cellulari. Dovranno
difendersi dalla pubblicità ingannevole, dalla moda
spendereccia, dal miraggio del guadagno facile. Beati loro
se daranno importanza alle cose importanti; metteranno al
primo posto il progetto di Dio che ci vuole disponibili per
un regno migliore, dove ci si accontenta del necessario da
dividere con chi è meno fortunato.
Signore, aiutaci a riprendere quota.
Portaci verso cieli nuovi, dove troveremo altre opportunità
per fare il bene e di farlo a favore di chi ha perso la
speranza e non riesce a trovare un fratello che gli tenda la
mano.
Buone vacanze a tutti e, se posso
darvi un consiglio, non andate a caccia di cose che passano
come fumo al vento.
|