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PADRE SOSSIO PEZZELLA E LE SFIDE DELLA NUOVA
EVANGELIZZAZIONE
di Sandra Cervone
La persona resta al centro.
L’importanza dell’accoglienza e della formazione
SOMMARIO:
Amate Cristo ed
appassionatevi a Lui”. Da Parintins arriva a tutti noi, e
soprattutto ai giovani, questo accorato invito del padre
Sossio Pezzella, missionario del Pime, da tanti anni in
Brasile e in Amazonas. Una vita spesa per Cristo e per i
fratelli, “aperta a qualunque sacrificio pur di testimoniare
il Vangelo”.
“Il missionario – dice il
padre Sossio in un’intervista per la nostra rivista – non è
che uno strumento grazie al quale, chi non conosce Dio o se
ne è allontanato, riscopre la bellezza del sentirsi amato”.
Ecco perché ogni missionario deve sentire la costante
responsabilità dell’annuncio, convinto che “vale la pena di
testimoniare Cristo con la propria vita”. Se, infatti, anche
una sola persona si fosse incontrata con Dio attraverso la
nostra mediazione, la nostra “missione” questa sarebbe stata
indispensabile! “Se, attraverso il mio personale impegno,
anche un solo povero avesse acquistato coscienza di essere
una persona degna, amata da Dio – insiste padre Sossio –
vorrebbe dire che davvero è valsa la pena di seguire la mia
personale vocazione”.
Al centro di tutto,
insomma, deve restare l’Amore. “Bisogna amare – dice il
nostro missionario – perché solo un amore profondo per
Cristo ed i fratelli, ci guiderà in quest’indispensabile
opera di promozione umana e cristiana”. Amore costante,
disinteressato, non “provvisorio”.
L’Amore che spinge anche
a cercare nuovi metodi e possibilità di dialogo, di incontro,
di ascolto. Esaminando l’attuale situazione della Chiesa in
Amazonas, infatti, padre Sossio ha individuato delle
priorità che possono tranquillamente essere evidenziate per
ogni realtà da “ri-evangelizzare”. “Occorre passare da
un’evangelizzazione ordinaria ad un’evangelizzazione
missionaria, -spiega- perché l’annuncio non può prescindere
dal cambiamento di mentalità, cultura, situazioni, del
momento attuale che viviamo”. (...)
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