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Pontificio Istituto Missioni Estere

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Montagna Spaccata

Santuario della Ss.Trinità

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il Santuario, china e acquarello su pergamena - clicca per ingrandire

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 cronache dalla Montagna Spaccata

 
   Padre Nevio Viganò, nuovo Rettore della Montagna Spaccata
   già missionario del PIME  a Hong Kong e nelle Filippine         Gaeta, luglio 2018

    neviovi@gmail.com         clicca qui sotto, quando era nelle Filippine

clicca

  qui sotto. Padre Nevio a "Porto Salvo", Golfo di Gaeta, Domenica 12 agosto 2018

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   Serata a lode dei missionari laici del Pime
   narrando il Fabbro di Dio fratel Felice                                            Gaeta, 13 maggio 2018

  "Aveva fabbricato tutte le finestre, le lanterne, le vetrate, i candelabri e le croci di tutte le chiese". Per questo, come ha scritto Tiziano Terzani e come ha recentemente ricordato Gerolamo Fazzini, il missionario fratel FELICE TANTARDINI era ed è "conosciuto da tutti come il fabbro di Dio".

  A questo missionario laico del Pime, che ha trascorso in Birmania 69 anni della sua lunga vita, il Pime di Gaeta ha voluto dedicare una serata di musica, immagini e letture, tenutasi domenica 13 maggio nel santuario della Trinità alla Montagna Spaccata.

  Ad animare l'incontro, coordinato dal Rettore padre Pasquale Simone, da Giuseppe La Brocca e da Sandra Cervone, la partecipazione del gruppo dei DiGei's e i lettori dell'associazione culturale deComporre.

  Alla presenza del Superiore Generale del Pime, padre Ferruccio Brambillasca, dell'arcivescovo di Gaeta mons. Luigi Vari e dell'assessore alle politiche sociali Lucia Maltempo, quindi, sono state ripercorse le tappe salienti della vita di Fratel Felice Tantardini, per il quale è in corso il processo di beatificazione in quanto modello di santità e dedizione radicale alla causa del Vangelo.

  <Piccolo di statura, magro di aspetto, poco attraente - Fratel Felice - era un prodigioso fascio di tendini e muscoli tenuti insieme da una carica spirituale e da una volontà indomabile che lo resero famoso in tutta la Birmania>.

  Ma fu prima di tutto un <grande apostolo, autentico annunciatore del Vangelo con la santità della vita e la preghiera costante, con la continua preoccupazione di Dio per istruire nella fede nuovi cristiani>.

  A conclusione di una serata densa di spiritualità, con canti magistralmente interpretati dalle bellissime voci di Nicoletta Parisi, Claudia Macone e Enza Reale accompagnate da Christian Congedo e Giuseppe La Brocca, nonché dalla lettura di brani e lettere di Fratel Felice, interpretati da Max Condreas,

  la serata si e conclusa con la testimonianza di padre Brambillasca, la benedizione dell'arcivescovo Vari e la distribuzione di rose colorate a tutte le mamme e le nonne presenti in Santuario.

 

   La comunità PIME di Gaeta ricorda
     l'anno dei missionari laici                                                           Gaeta, 1° maggio 2018

  Il 13 maggio alle ore 20.30, occhi puntati alla Montagna Spaccata di Gaeta, dove i missionari del PIME, in collaborazione con l'Associazione DiGei's e l'Associazione culturale DeComporre, ricorderanno il Servo di Dio Felice Tantardini.

  Nelle sue memorie, pubblicate dalla rivista Venga il Tuo Regno nel numero di settembre 1994, sì autodefinì "Il fabbro di Dio". P. Piero Gheddo, invece, che dedicò al futuro Beato un'interessante biografia, lo definì "Il santo con il martello". Fr. Felice spese la sua vita in Birmania per ben 69 anni, battendo ogni primato dei Pimini che offrono la vita per l'annunzio del Regno di Dio.

  Durante l'incontro, che si annunzia interessane, dopo i saluti dell'Arcivescovo Luigi Vari e del sindaco dott. Cosmo Mitrano, prenderà la parola p. Ferruccio Brambillasca, Superiore generale del PIME, che ricorderà perché il PIME ha dedicato quest'anno ai missionari laici. A seguire Fr. Marco Monti racconterà la sua esperienza di missionario in Cambogia e in Thailandia.

  Non meno importante sarà lo spazio riservato al Servo di Dio fr. Felice Tantardini, che nel IV cap. del diario, scrisse quello che avvenne quando, sul punto di partire per la Birmania salutò la mamma con un nodo alla gola: "Arrivederci in paradiso. Che momento…, solo il Signore può misurare questi dolori". Il dolore si ripetette quando lasciò il fratello e la sorella che l'avevano accompagnato fino a Lecco.

  Queste le ultime battute del diario: "Una volta in Paradiso, dove spero di andare, intendo continuare da lassù a far il missionario, non più, certamente, picchiando l'incudine, ma martellando senza posa il cuore del buon Dio, per strapparne tante grazie per questa povera gente, (dico specialmente i pagani), che ora vedo attorno a me, ma che sono impotente ad aiutare e salvare… DEO GRATIAS!".

  Un grazie sincero e cordiale agli amici che hanno organizzato questo incontro; in primis il dott. Giuseppe La Brocca, che è stato l'ideatore dell'evento.

  Qui sotto i servizi di Avvenire del 13 maggio e di Latina Editoriale Oggi del 7 maggio



 

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   Il nostro padre Salvatore Di Serio
     è ritornato alla casa del Padre                                                Gaeta, 8 aprile 2018

  P. Salvatore, la tua dipartita ci ha un po' sorpresi. Certo i tuoi 95 anni non erano pochi, ma che arrivasse un collasso circolatorio, forse, non se lo aspettavano neppure i medici che a Rancio di Lecco assistono i nostri confratelli anziani e ammalati.

  Ma tu eri preparato per il grande passo ed ora puoi godere il meritato riposo. 

  Personalmente ti devo ringraziare, perché negli ultimi tempi ti interessavi della mia salute, chiamandomi spesso al telefono. Solo poche parola: "Pasquale come stai; auguri, pregherò per te".

  E poi, come tante altre volte, via con lungo elenco di persone da salutare: dalle signore addette alla casa, alle altre che si prendono cura dei fiori della cappella e di servizi vari, e tanti altri che ti hanno seguito durate i tuoi 25 anni trascorsi a Gaeta.

  Certo i 40 anni trascorsi in Bangladesh sono stati tanti, ma sia noi confratelli che gli amici del Pime ti abbiamo apprezzato per quanto hai fatto in missione e specialmente alla Montagna Spaccata. Molto tempo l'hai speso per chi bussava alla sacrestia del santuario, per i tuoi poveri e per la comunità. Solo il Signore sa il bene che hai fatto e perché insistesti perché il giovedì sera facessimo l'adorazione per le vocazioni nella cappellina raccolta, dedicata al beato Pio IX.

  Quando si avvicinò sorella malattia, vista la difficoltà di darti una mano in casa, fosti proprio tu chiedere di trasferirti a Lecco. Desti un bell'esempio a tutti noi la mattina della tua partenza, con l'ambulanza della Croce Rossa, facendo coraggio a noi e ai tuoi nipoti venuti da Andria.

  Ora ci manca la tua risata a cascatella, le belle conversazioni a tavola e i diversi momenti di condivisione che rendevano piacevole lo stare insieme.

  Sono contento che hai chiesto di essere sepolto a Ducenta, dove riposano le spoglie del beato Paolo Manna, p. Tragella, p. Martino, p. Carpentiero e tutta una schiera del Sud Italia; missionari della prima ora che operarono con il Beato, primo Rettore del Seminario Missionario dell'Italia Meridionale.

  P. Salvatore, appena mi sarà possibile verrò anch'io a pregare presso la tua tomba.

  Ti chiedo di non dimenticare noi, che seguiremo le tue orme al Santuario di Gaeta. In Paradiso continua a raccontare agli angeli le tue avventure della vita in missione: anche di quel ragazzo birichino che dovesti aiutare negli studi e che oggi ha una bella famiglia e un lavoro.

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   Una mattinata densa di avvenimenti
     nella Domenica delle Palme al Santuario                                Gaeta, 25 marzo 2018

  Questa mattina, 25 marzo, Domenica delle Palme, il Santuario della SS. Trinità alla Montagna Spaccata si è animato grazie ad alcune iniziative. Intanto si è svolto l'atto conclusivo della lotteria promossa dai Padri del Pime, in primis, il rettore P. Pasquale Simone, al fine di ricavare contributi destinati a coprire le spese del restauro del pannello maiolicato, opera di Raimondo Bruno, del 1850, composto da 192 formelle di Vietri che riassumono le 14 stazioni della Via crucis, visibile sulla facciata della Cappella di S. Filippo Neri.

  Dopo l'ufficiale inaugurazione del pannello maiolicato con la benedizione impartita dal rettore, si è tenuto il sorteggio dei premi, gentilmente messi a disposizione da vari sponsor di Gaeta, nella cappella di S. Filippo alla presenza oltre che dei Padri Pasquale e Silvano, di numerosi convenuti che hanno sfidato sia lo sferzante e freddo vento di levante sia l'ora legale che ha costretto tutti a svegliarsi in anticipo. 

  A seguire il tradizionale rito della benedizione delle palme, sempre nella cappella di S. Filippo Neri con la lettura di un brano del vangelo ed il trasferimento in processione attraverso il corridoio della Via Crucis in Chiesa per la liturgia domenicale. 

  Contemporaneamente nella sala della mostra missionaria partiva il "mercatino di Pasqua" allestito dai nipoti e pronipoti del rettore P. Pasquale, ricco di oggetti realizzati a mano per la casa, decorazioni pasquali, lavoretti in sughero, limoncello e dolci tradizionali come i tarallini al vino ed il tortano gaetano ricoperto con il bianco naspro.

  Il ricavato della vendita sarà inviato al Pime in Bangladesh per contribuire alla costruzione di un ostello in cui sia possibile garantire la formazione non solo professionale ma anche morale e spirituale delle bambine e ragazze povere del villaggio di Balubari nella Diocesi di Dinajpur, a nord del paese.

  Nonostante il tempo sfavorevole i visitatori del mercatino sono stati numerosi e generosi. Una mattinata densa di avvenimenti nella Domenica delle Palme al Santuario: piccole iniziative quali la lotteria ed il mercatino di Pasqua preparate con cuore e passione per contribuire alla realizzazione di grandi progetti.

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   "L'Eco del Santuario", nuova serie
      dell'informativo cartaceo del Santuario                                 Gaeta, febbraio 2018

 
     qui contatta il Rettore per riceverne copie

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   Padre Piero, ti scrivo                                                          Gaeta, 1° gennaio 2018

  P. Piero, ho seguito gli ultimi giorni del tuo passaggio alla casa Padre, compresa l'apoteosi con la veglia nella sala dei martiri del PIME, il corteo, le esequie nella chiesa di Sant'Anna Matrona in via Albani 56 e la tua sepoltura al cimitero della Grugana, tra i nostri gioielli che ti hanno preceduto nel regno dei cieli.

  Non penso di esagerare se dico che sei stato un grande per il l'Istituto e per la Chiesa missionaria. Ora ci rimangono i tuoi numerosi scritti, da cui attingere idee e proposte, per una vera animazione missionaria e vocazionale.

  Ti conobbi la prima volta a Milano nel 1960, quando stavo al noviziato alla Grugana. Sotto il porticato di casa madre eri con p. Giovanni Battista Tragella e commentavate il tuo libro Giornalismo missionario. Col passar del tempo leggevo i tuoi servizi speciali pubblicati su Missioni Cattoliche, chiamato poi Mondo e Missione. E poi i viaggi nel Vietnam e via via in diverse parti del Mondo. I tuoi articoli per L'Avvenire, l'Osservatore Romano, il Corriere della sera, La Stampa, per citarne solo alcuni.

  Anche in TV e a Radio Maria parlavi con entusiasmo, con gli indici di ascolto che salivano. Seguivi come giornalista accreditato i viaggi del Papa, come il giorno in cui S. Giovanni Paolo II venne a Sotto il Monte, nella casa Natale di S. Giovanni XXIII. Come non ricordare che il 3 ottobre 1989 il Papa Giovanni Paolo II (oggi Santo) ti invitò a pranzo e ti chiese: "Scrivimi tu l'enciclica Redemptoris Missio (uscita il 7 dicembre 1990), tu sei Missionario e giornalista e io voglio un documento scritto in modo giornalistico, per i giovani e le giovani Chiese". Hai precisato: "L'ho scritta tre volte, come voleva il Papa". Arrivasti ad inserire nell'enciclica il motto del beato Paolo Manna: "Tutta la Chiesa per tutto il mondo"!

  Ricordo anche altri eventi a cui ho avuto il piacere di partecipare: venisti a Gaeta per presentare, nella nostra sala martiri gremita, la biografia "PAOLO MANNA il 'Cristoforo Colombo' della cooperazione missionaria" (Giovanni XXIII). A Ducenta presentasti il libro "P. Clemente Vismara il Santo dei bambini". Avevi appena compiuto l'80° compleanno quando tenesti il ritiro del clero di Aversa nella nostra sala teatro. Ero ancora presente quando partecipasti alla tavola rotonda di Posillipo (Napoli) presso il Seminario regionale dei Gesuiti, sul tema "La missione oggi". Dibattesti con il direttore di Popoli, rivista che ha chiuso i battenti.

  Oggi ti ringrazio ancora perché eri dalla mia parte, sostenendo che era un errore chiudere Venga il Tuo Regno: "Non ha senso abolire una rivista che si sostiene economicamente e che è veramente missionaria. Non solo, ma se aboliscono il Venga, nel Sud, non abbiamo più nulla!... I soldi! Ma dov'è finita la fiducia nella Provvidenza?!". A questo aggiungevi che al PIME mancava un vero ufficio stampa.

  Ora desidero ricordare l'intervista di Marcella De Simone, fatta nel tuo studio a Milano, al secondo piano. Rispondevi con l'entusiasmo di sempre. Tra l'altro dicevi che per fare una buona stampa missionaria occorre adottare uno stile giornalistico che induca alla lettura, quindi una scrittura semplice ma di contenuto. Cresciuto alla scuola di p. Paolo Manna e di p. Giovanni Battista Tragella, da questi due grandi maestri avevi acquisito l'idea fondamentale che la stampa missionaria deve avere come esclusivo scopo quello di diffondere l'ideale e la passione missionaria.

  P. Piero, come vedi sono tanti i motivi per ringraziarti. Ora che sei nella pace dei Santi, ricordati del PIME e della Chiesa, che deve essere presente sulla frontiera della Missione.

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   Ambrogio Sparagna in concerto all'Annunziata                Gaeta, 26 dicembre 2017

  Anche questa volta il maestro Ambrogio Sparagna, nato a Maranola di Formia, si è superato, strappando applausi continui. "Sono 17 anni - ha detto ringraziando il pubblico numeroso e S. E. l'arcivescovo emerito Fabio Bernardo d'Onorio - che con gli amici solisti e il coro ci esibiamo a Gaeta il giorno di Santo Stefano. Cominciammo a San Giacomo, continuiamo all'Annunziata". Ospite d'onore è stato il maestro Raffaele Simeone, un cantastorie moderno che vive nell'Umbria di S. Francesco. Si accompagna con la chitarra, flauto, ciaramella e svariati strumenti a fiato.

  Ambrogio ha messo in programma diverse arie di Sant'Alfonso, canti natalizi di varie regioni italiane e le sue composizioni ispirate alla cultura popolare. Il concerto inizia con le zampogne, poi il flauto e ciaramelle, gli organetti e ancora le zampogne. Nel fondo c'era il coro che prende il nome dai monti Aurunci.

  Questi i canti eseguiti: Bambino mio bellissimo di Sant'Alfonso, Venite pastorelli alla capanna, Quanno nascette Ninno eseguito da Rita Colaianni, Viene suonno, Verbum caro factum est, e un particolare canto della valle del Po. Dulcis in fundo il canto di Sant'Alfonso dedicato alla Madonna: OGGI E' NATA NA NENNELLA   Oggi è nata na Nennella che è cchiù bella de lu sole che la veda chi se vole veramente consolà Che bell' uocchie tene 'nfronte come a stelle so' lucente si te smiccia tu te siente sin all'anima pircià Che vucchella saporita si l'arape te fa nu risu tu te siente 'mparaviso siente l'anima squaglià Quale nome a 'sta Nennella ave mise poi la mamma vuoi sapé Maria si chiama meglio nomme nun ce sta

  Questa è una delle canzoncine spirituali settecentesche. Protagonista è la Madonna, ritratta con immagini delicate e poetiche, paragonata a tutte le cose belle e capace di dispensare serenità e gioia in chi la vede.

  Prima del bis finale, Sparagna ha ricordato che gli artisti stanno preparando i canti natalizi della tradizione popolare da eseguire il giorno dell'Epifania al Parco della Musica di Roma, con i suoni e le voci della IX edizione de "La ChiaraStella", il progetto a cura di Ambrogio Sparagna. Alla guida dell'Orchestra Popolare Italiana, l'organettista presenterà le antiche preghiere popolari, affiancato da voci e strumentisti provenienti da varie regioni d'Italia e da un grande Coro popolare diretto da Anna Rita Colaianni.

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   Il Presepe e il restauro del pannello maiolicato                   Gaeta, 23 dicembre 2017

  Anche quest'anno, nella nostra cappella della SS. Trinità, non poteva mancare il Presepio.

  L'opera è stata realizzata dal P. Silvano, che di Presepi se ne intende. Se verrete ad osservarlo, troverete l'essenziale: le statue antiche della Madonna, San Giuseppe, il pastore che porta i doni, lo zampognato, lavandaia. Al centro della scena c'è Lui, Gesù Bambino che è felice di accoglierci. Non mancano il bue e l'asinello, che nei tempi andati, nella casa della sacra Famiglia scavata nella roccia, scaldavano l'ambiente.

  Posso confidarvi che per noi missionari il Presepio ha un significato speciale, ci riporta nei Paesi di Missione, dove continuiamo ad annunciare testimoniare Dio fatto uomo per ogni razza e cultura.

  Ricordiamo che per la prima volta il Presepe fu costruito da San Francesco d'Assisi, nella notte di Natale. A Greggio non c'erano né statue e neppure raffigurazioni, ma unicamente una celebrazione eucaristica sopra una mangiatoia, tra il bue e l'asinello. Solo più tardi tale avvenimento ispirò la rappresentazione della Natività mediante immagini, ossia il Presepio in senso moderno.

  I Missionari, presenti a Gaeta, invitano amici e visitatori a fermarsi in preghiera davanti al nostro piccolo Presepio. Gesù Bambino aspetta tutti; certamente avrà un consiglio da dare, qualche lacrima da asciugare.   Un santo Natale e un felice inizio 2018 a tutti.

  PS.   Se passate da queste parti potete ammirare il grande Pannello Maiolicato  clicca , posto in fondo al corridoio della Via Crucis, composto di 194 pezzi compreso la cornice, rimesso a nuovo dopo tre mesi di minuzioso restauro.


clicca per vedere ingrandito il mosaico restaurato


clicca per vedere il pannello restaurato

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   La Napoletana tradizionalista al Santuario                             Gaeta, 12 novembre 2017

  L'associazione Napoletana Tradizionalista ha tenuto il suo raduno annuale alla Montagna Spaccata, per ricordare i caduti del 1861.

  Fondata da Silvio Vitale, di Napoli, e diretta oggi dal figlio Edoardo, opera su fonti storiche e culturali; pubblica L'Alfiere, bimestrale.

  Alla messa celebrata dal Rettore, gli ospiti hanno partecipato in devoto raccoglimento, tra bandiere multicolori ottocentesche e la corona destinata agli eroi, vittime della cattiveria di commilitoni italiani. Il Rettore, oltre al ricordo dei caduti sulla ridotta Malpasso e la batteria Transilvania, ha commentato 'O surdato 'e Gaeta, di Ferdinando Russo. Il prode della poesia, Michele Migliaccio, era di Meta (NA). Caduto in miseria venne a Gaeta, dove si arruolò nell'esercito delle due Sicilie. Le schegge delle granate gli mozzarono un braccio e gli tolsero la vista, fra le tante traversie subite, ricorda Maria Cristina di Savoia, diciottenne figlia di Vittorio Emanuele I di Sardegna. Chiamata Reginella dai napoletani e beatificata il 25 gennaio 2014, prima della caduta di Gaeta soccorreva i soldati feriti, non badando ai rischi del fronte.

  Michele Migliaccio passò gli ultimi tempi di vita nell'ospizio, in compagnia della sua medaglia al valor militare, che doveva stare sempre con lui, anche dopo la morte.

  Benedetta la corona e sfilando con le insegne storiche, si è giunti alla Malpasso per la commemorazione, l'alzabandiera e il lancio al mare dei fiori, al grido di Viva 'o re!

  Non diamo giudizi sul valore delle battaglie portate avanti dalla Napoletana Tradizionalista. Tutto sommato, il Dott. Edoardo Vitale e i soci vogliono un meridionalismo vero, che dovrebbe basarsi sulla storia e la cultura della terza città d'Italia.

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   Da San Carlo a piedi                                                                                                         Gaeta, 5 novembre 2017

  Sì, proprio come una volta, una nutrita rappresentanza della parrocchia San Carlo di Gaeta è arrivata a piedi; ha compiuto un pellegrinaggio di ringraziamento che concludeva la festa del Patrono. Lo guidava il parroco don Riccardo Pappagallo.

  Sappiamo che la parrocchia posta all'entrata della città, per chi viene da Formia, è particolarmente aperta alle missioni e ai missionari. Proprio il mese scorso, infatti, il nostro p. Giovanni Beretta è stato invitato a dare la sua testimonianza sull'apostolato svolto in Bangladesh, per oltre quarant'anni. Sappiamo anche che in questa comunità ci sono ancora persone della vecchia guardia che facevano parte di un gruppo missionario. Ci auguriamo che tutto rinasca, perché ci sono le basi per rilanciare la pastorale missionaria parrocchiale. 

  Don Riccardo, nell'introdurre la celebrazione e durante l'omelia, ha consigliato ai suoi fedeli un rinnovato impegno per una comunione più viva, base necessaria per un cammino da percorrere insieme.

  Per portare via un ricordo della giornata non poteva mancare la foto finale. Ma ogni singolo pellegrino il dono più bello l'ha custodito nel proprio cuore. La cappella dedicata dai benedettini alla SS. Trinità è stata solo il luogo ideale per partecipare all'Eucaristia con maggiore attenzione.

  Quanto è avvenuto al nostro santuario, invece di "cammino", parola di moda, preferiamo chiamarlo "pellegrinaggio". Così facciamo eco alla Lettera Apostolica di Papa Francesco (11 febbraio 2017): i Santuari, "nonostante la crisi di fede che investe il mondo contemporaneo, vengono ancora percepiti come spazi sacri verso cui andare pellegrini, per trovare un momento di sosta, di silenzio e di contemplazione, nella vita spesso frenetica dei nostri giorni".

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   Aperta la mostra "Martello, rosario e pipa"                             Gaeta, 28 ottobre 2017

  L'anno dedicato ai Missionari laici del PIME, cominciato oggi al Santuario SS. Trinità alla Montagna Spaccata, è iniziato alla grande.

  Messa alle ore 18 celebrata dal rettore della casa e con l'intervento di fr. Marco Monti. Con la benedizione e taglio del nastro, da parte di fr. Marco, abbiamo aperto la mostra "Martello, rosario e pipa".

  Numerosa la partecipazione di devoti del santuario e amici del PIME. All'uscita della chiesa è stata distribuita l'immaginetta con la preghiera, nella mostra sono stati messi a disposizione dei visitatori lo speciale di Mondo e Missione e pamphlet sull'esposizione.

  Qui la galleria fotografica della serata e l'audio testimonianza di fratel Marco 

  Qui sotto il servizio sul giornale Latina Editoriale Oggi.


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   Veglia missionaria                                                                                                     Gaeta, 21 ottobre 2017

  Alla Montagna Spaccata abbiamo vegliato nella vigilia della Giornata Missionaria Mondiale (GMM). Con noi del PIME c'erano il gruppo missionario di Gaeta e tanti amici che hanno a cuore il problema missionario.

  Il testo scelto era stato quello proposto dalle Pontificie Opere Missionarie, che tra i vari punti che aiutavano a riflettere citava il p. Ilario Bianchi, missionario del PIME a Macapà, stato dell'Amapà (Brasile): "È necessario rimboccarsi le maniche, perché nulla vada perduto di ciò che Dio ha donato a piene mani".

  La struttura portante del testo è stata la parola di Dio, i brani dell'Esodo e Matteo: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe" (Mt 9,35-38). Da questo testo è stato preso il tema della GMM. 

  P. Michele Carlone, che ha presieduto la veglia, ha ricordato in particolare l'esperienza di Mosè che fu invitato da Dio a togliere il sandali, perché la terra che calpestava non era sua ma del Signore. Il passaggio al campo di grano è stato facile: la messe biondeggiante, gli uomini che cercano Dio, bisogna mieterla subito. È quindi importante capire che il Signore ci fa un grande favore se ci chiama a falciare, a raccogliere ciò che è suo.

  Che i partecipanti al momento di preghiera fossero coinvolti, lo si è capito dai volti pensierosi, convinti che bisogna darsi da fare, e subito. Tanti fratelli, vicini e lontani, aspettano che diamo loro la mano, aiutarli a fare il passo giusto per stare dalla parte del Signore, con fratelli.


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